Il crimine dell’ipnosi

Strano! Un tempo ci si scagliava contro l’affermazione che l’ipnosi esiste veramente, e in testa a tutti c’erano molti medici. Non temevano a definire l’ipnosi ciarlataneria e truffa, come avevano fatto poco prima con il magnetismo terapeutico, divenuto oggi per molti un grande beneficio. Chi lo praticava fu attaccato nel modo più spietato e fu chiamato ciarlatano e truffatore.

Oggi sono di nuovo proprio i medici che nella maggior parte si sono fatta propria l’ipnosi. Ciò che una volta fu negato con le espressioni più dure, oggi da loro viene difeso.

Si può giudicare questo in due sensi. Chi osservò del tutto oggettivamente la lotta accanita di allora, oggi naturalmente non può nascondere un sorriso, quando deve ancora osservare come zelatori astiosi di allora cerchino oggi di usare con ancor più grande zelo quell’ipnotismo così disprezzato. D’altra parte bisogna pur riconoscere che una tale svolta quasi grottesca merita in fondo anche rispetto. Occorre un certo coraggio per esporsi al rischio del ridicolo, proprio in questo caso molto ovvio.

Bisogna riconoscerci la serietà, che vuole essere veramente utile all’umanità e che per questa ragione non teme di affrontare perfino tale pericolo.

Solo é deplorevole che da ciò non abbiano tratto anche insegnamenti per il futuro, diventando piu’ cauti nei giudizi e – diciamolo tranquillamente – nelle loro persecuzioni, quando si tratta di cose che appartengono allo stesso campo cui appartiene l’ipnosi. Purtroppo, in molti altri rami dello stesso campo si agisce oggi, nonostante tutte le esperienze, esattamente così, forse perfino peggio.

Ciò non di meno si dovrà ripetere alla fine lo stesso spettacolo, in cui si andrà a difendere, senza transizione, all’improvviso e zelantemente, qualcosa che finora si era cercato di negare con accanimento. Di piu’, si cercherà di ottenere con tutti i mezzi e senza riguardo di avere solo nelle proprie mani l’esercizio di molte cose, la cui ricerca e ritrovamento si é prima lasciato cautamente e con continue ostilità ad altri, in genere ai cosiddetti «dilettanti».

Resta però sempre molto dubbio se si possa definire questo un merito e un atto di coraggio. Al contrario, é piu’ possibile che queste esterne ripetizioni possano porre in luce diversa anche azioni precedentemente menzionate come meritevoli. Fin qui c’é il risultato di una valutazione superficiale.

Ma la cosa diventa molto più seria quando si conoscono bene gli effetti dell’uso dell’ipnosi. Chel’esistenza dell’ipnosi abbia alla fine trovato riconoscimento e conferma, e che con ciò cessino i verbosi attacchi della scienza, che però, secondo le esperienze attuali, tradiscono solo ignoranza, é bene. Ma che sotto la proficua protezione degli oppositori di ieri, improvvisamente diventati sapienti, anchel’applicazione di essa abbia trovato una diffusione tanto vasta, testimonia che questi sapienti sono ben più lontani dalla reale conoscenza dei tanto denigrati profani, che ne furono i primi ricercatori.

È impressionante sapere quale malanno risulta dal fatto che oggi migliaia di persone si affidano fiduciose a mani sedicenti competenti per sottoporsi volontariamente ad una ipnosi, essere persuasi a farlo oppure, ciò che é più biasimevole, ad esservi sottoposti a loro insaputa, per sopraffazione. Anche se tutto viene fatto con la migliore intenzione di fare del bene, questo non toglie nulla al danno immenso che quella pratica provoca in ogni caso! Non sono mani competenti che applicano l’ipnosi. Competente può essere solo chi ha la completa padronanza del campo
al quale appartiene tutto ciò che applica. Per l’ipnosi sarebbe l’ambiente della materialità eterea! E chi conosce questa veramente, e non solo presume di conoscerlo, non fara’ mai uso dell’ipnosi, finché vorrà tutto il bene del suo prossimo. A meno che non abbia intenzione di arrecargli in piena coscienza grave danno.

Perciò da tutti i lati si pecca, dove si fa uso dell’ipnosi, si tratti o no di profani! Non vi é nessuna eccezione!

Se solo si cerca in tutta semplicità di pensare logicamente, si dovrà arrivare alla conclusione che é davvero una leggerezza smisurata fare uso di qualcosa di cui si colga il significato solo nei gradi più limitati e il cui ultimo effetto non é ancora conosciuto.

Se tale frivolezza a proposito del bene e del male del prossimo non comporta danno solo per la persona soggetta agli esperimenti, ma la responsabilità ricade con un peso raddoppiato su chi lo esercita, non é un motivo per mettersi l’animo in pace. Sarebbe meglio che gli uomini non acconsentissero con tanta fiducia a qualcosa che essi stessi non conoscono a fondo. Se viene fatto senza loro coscienza e volontà, un procedimento del genere é appunto un vero e proprio delitto, anche se operato da mani che si dicono competenti.

Ora, poiché non si può presumere che tutti coloro che lavorano con l’ipnosi abbiano l’intenzione di nuocere al loro prossimo, non resta che accertare il fatto, che essi sono assolutamente ignari della natura dell’ipnosi e si trovano in piena ignoranza di fronte alla loro particolare attività. Su ciò non esiste il minimo dubbio; poiché può trattarsi d’uno solo dei due casi. Non rimane dunque che la sola inintelligenza.

Chi fa uso dell’ipnosi su un altro uomo, così ne lega lo spirito! Questo legame ha in sé colpa spirituale oppure delitto. Non é una giustificazione se l’ipnosi viene applicata allo scopo di curare una malattia fisica o come mezzo per un miglioramento psichico. Né si può portare come difesa che per mezzo di mutamenti psichici positivi, da essa causati, migliori anche la volontà del paziente, così che l’uomo curato con l’ipnosi ne abbia tratto un vantaggio.

Vivere e agire con tale convincimento é un inganno su se stessi; perché solo ciò che uno spirito intraprende con una volontà completamente libera e non influenzata può recare quel profitto che gli occorre per una ascesa reale. Tutto il resto sono esteriorità che gli possono portare solo un profitto o un danno passeggeri e apparenti.

Ogni vincolo dello spirito, per qualunque scopo sia avvenuto, é sempre una interruzione nella possibilità del progresso necessario. Senza poi considerare che tale legame porta ben più pericoli che vantaggi. Uno spirito così vincolato é accessibile non solo all’influenza dell’ipnotizzatore, ma rimane in un certo grado esposto senza difesa anche ad altre influenze di materialità eterea, nonostante un eventuale divieto dell’ipnotizzatore, perché nel suo incatenamento gli manca contro esse quella protezione così necessaria, che può essere offerta solo da una completa libertà di movimento.

Che gli uomini non s’accorgano di queste lotte continue, degli attacchi e della propria difesa, efficace o inefficace, non esclude la vitalità del mondo di materia eterea, né la loro propria collaborazione a quelle vicende.

Chiunque sia soggetto ad un’ipnosi efficace ha dunque avuto un impedimento piu’ o meno lungo al reale progresso della sua più intima essenza. Le condizioni esterne, siano così semplicemente peggiorate, o in apparenza per qualche tempo migliorate, hanno un valore secondario, e non debbono essere determinanti per un giudizio. Lo spirito deve rimanere libero in ogni caso, perché in ultima analisi si tratta unicamente di lui!

Supponiamo che subentri un miglioramento esternamente riconoscibile, fatto su cui così volentieri si fonda chi opera con l’ipnosi: anche così l’interessato, in realtà, non ne riceve alcun giovamento. Il suo spirito in ceppi non può agire nella materialità eterea con la creatività di uno spirito completamente libero. Le creazioni eteree create dalla sua volontà vincolata o costretta non hanno forza, perché formate di seconda mano, e appassiscono al piu’ presto nel mondo della materia eterea. Perciò anche la sua migliorata volontà non può portargli nell’effetto di ritorno quel beneficio che sarebbe senz’altro da aspettarsi dalle creazioni di uno spirito libero.

Lo stesso avviene, naturalmente, anche quando uno spirito vincolato vuole e compie il male per suggestione dell’ipnotizzatore. Per la mancanza di forza delle creazioni eteree, esse, nonostante azioni cattive nella materia fisica, si dissolvono presto o vengono assorbite da altre affinità, così che un effetto di ritorno etereo non può avverarsi, e perciò l’uomo così costretto può essere si colpito da una responsabilità terrena, ma non da una responsabilità spirituale. E’ esattamente il processo che avviene per gli alienati.

Ancora si vede in questo la Giustizia senza lacune del Creatore, quale si realizza nel mondo etereo attraverso le Sue Leggi viventi, dalla irraggiungibile perfezione. Un uomo così costretto non può essere incolpato, nonostante le cattive azioni causate da una volontà estranea, ma non può neppure ricevere un beneficio, poiché le sue azioni migliori vengono compiute sotto una volontà estranea di cui, come «Io» indipendente, non ha parte.

Ma accade invece un’altra cosa: il violento legame dello spirito causato dall’ipnosi avvince contemporaneamente l’uomo che esercita l’ipnosi alla sua vittima come con le piú forti catene. Non lo lascia libero prima che abbia assistito colui che fu trattenuto nel proprio libero progresso, fin dove avrebbe dovuto arrivare se non avesse effettuato quel vincolo. Dopo il suo trapasso terreno egli deve seguire lo spirito che ha legato, anche fino agli abissi piú profondi.

È dunque facile immaginarsi che cosa aspetta gli uomini che si occupano molto della pratica dell’ipnosi. Quando, dopo il decesso terreno, si sveglieranno e torneranno in sé, vedranno con orrore quali legami li trascineranno, provenienti da coloro che li avevano già preceduti, e anche da coloro che ancora camminano sulla Terra. Neanche uno di essi può essere condonato. Anello per anello l’uomo li deve sciogliere, anche se dovesse impiegarci millenni.

Ma é probabile che non riuscirà ad arrivare in fondo, e sarà trascinato nella disgregazione che annienterà la personalità del proprio «Io»; perché egli ha gravemente peccato contro lo Spirito!

Conferenza ‚Il crimine dell’ipnosi‘ di Volume 2 dell’opera „Nella Luce della Verità“ – Messaggio del Gral di Abd-ru-shin