La morte

Se c’é qualcosa a cui tutti gli uomini credono senza eccezione, é la morte! Ognuno é persuaso che avverrà. È uno dei pochi fatti sui quali non regna né dissidio, né ignoranza.

Ma anche se tutti gli uomini fin dall’infanzia si rendono conto di dover morire un giorno, la maggioranza cerca sempre di scacciare il pensiero della morte. Molti, solo a parlarne in loro presenza, diventano anche aspri. Altri ancora evitano con cura di visitare cimiteri, ai funerali scantonano, e se capita proprio di incontrare un corteo funebre per la strada, cercano di cancellarne l’impressione il più presto possibile.

Eppure sono sempre oppressi dalla segreta paura di poter essere sorpresi all’improvviso dalla morte. Una paura indefinibile li trattiene dall’avvicinarsi a questa irremovibile realtà con pensieri seri.

Non c’é quasi altro avvenimento che nonostante la sua inevitabilità sia sempre messo così da parte dal pensiero, come la morte. Ma é anche difficile trovare un evento così importante nella vita terrena, se si esclude la nascita. È veramente sorprendente che l’uomo voglia occuparsi così poco proprio dell’inizio e della fine della sua esistenza terrena, mentre cerca di attribuire a tutti gli altri eventi, anche a cose del tutto secondarie, un significato profondo.

Lo stesso trapasso mortale non é se non la nascita al mondo etereo. Simile al processo della nascita nel mondo fisico.

Passo di conferenza ‚La morte‘ di Volume 2 dell’opera „Nella Luce della Verità“ – Messaggio del gral di Abd-ru-shin.