Pensieri

Gli uomini usano dire che « il pensiero non paga dazio ». Con questo vogliono intendere che sulla terra dei pensieri non si può chiedere conto, perché si trovano a un livello a cui le mani degli uomini non arrivano.

Perciò spesso scherzano con i pensieri, con tanta frivolezza; o per dire meglio, scherzano a pensieri. Ma purtroppo é spesso un gioco molto pericoloso, che fanno nella frivola illusione di uscirne indenni.

S’ingannano proprio in questo. Perché anche i pensieri appartengono alla materia fisica, e bisogna in ogni caso averli scontati sul piano di essa perché lo spirito sia in grado, non appena sciolto dai legami del corpo, di elevarsi liberamente.

Cercate perciò che già i vostri pensieri vibrino in accordo con il mio Messaggio, affinché non abbiate che intenzioni nobili, e non scendiate al basso, immaginando che nessuno vi possa udire o vedere.

Pensieri, parole, atti esterni sono compresi nell’ambito della materia fisica di questa Creazione!

I pensieri agiscono sulla materia fisica più sottile, le parole su quella intermedia, le azioni esteriori si realizzano in quella più grossolana, cioè sulla materia fisica più densa. Questi tre modi del vostro agire appartengono alla materia fisica!

Ma le forme di questo triplice modo sono strettamente legate tra loro e i loro effetti si intrecciano. Non potete intendere a un primo sguardo che cosa significhi questo per voi, che effetti decisivi e determinanti questo fatto eserciti sul cammino della vostra esistenza.

Eccone il significato: un pensiero, che continua automaticamente i suoi effetti secondo la sua natura, può rafforzare nella materia intermedia qualcosa di affine e condurlo così a forme più vigorose; e poi, sempre operando con questo aumento di forza, affiora nella materia più densa in una forma visibile e attiva, senza che appaia la vostra diretta partecipazione.

È sconvolgente essere a conoscenza di questo, tenendo conto della leggerezza, della noncuranza che gli uomini dimostrano nel loro pensiero.

Così, senza saperlo, voi partecipate a certe azioni compiute da qualunque altra persona, per il solo fatto che egli ha ottenuto questo apporto di forza che vi ho appunto chiarito; proprio questo apporto lo rende capace di eseguire materialmente un atto che in lui era latente e sul quale non esercitava che un gioco di pensieri.

E per questo molti si ergono spesso pieni di sdegno contro azioni dei loro simili, accusando e condannando irosamente: secondo le eterne Leggi di Dio, essi sono complici! Può trattarsi di persona del tutto ignota a loro e di un fatto che non avrebbero mai realizzato da sé materialmente.

Riflettete su processi di questo genere e capirete soltanto allora nel suo vero senso l’appello che vi dò nel mio Messaggio: «Serbate pura la fonte dei vostri pensieri, porterete la pace e sarete felici! »

Passo di conferenza ‚Il primo passo‘ di Volume 1 dell’opera „Nella Luce della Verità“ – Messaggio del gral di Abd-ru-shin.