Spirito e intelletto

La cosiddetta «voce interiore», ciò che nell’uomo é spirituale, a cui può dare ascolto, é l’intuizione! Non per nulla la voce del popolo dice: «La prima impressione é sempre quella giusta».

Anche qui, come in tutti questi e simili detti e sentenze, é rinchiusa una verità profonda. Per impressione s’intende sempre l’intuizione. Per esempio, ciò che un uomo intuisce al primo incontro con una persona a lui ancora sconosciuta, o é una specie di suggerimento di prudenza che può andare fino ad una totale ripugnanza, o una sensazione gradevole fino ad una piena simpatia, o in certi casi anche indifferenza.

Ora, se tale impressione viene alterata o del tutto cancellata, nel corso della conversazione e del rapporto ulteriore, dal giudizio dell’intelletto, in modo che affiori il pensiero che l’intuizione originale sia stata errata, ne risulta quasi sempre che alla fine di tali relazioni viene confermata la fondatezza dell’intuizione iniziale. Spesso con amaro dolore di coloro che si sono lasciati sviare dall’intelletto, per il comportamento ingannatore degli altri.

L’intuizione, non legata al tempo e allo spazio, essendo in collegamento con ciò che le é affine, la Spiritualità, riconobbe subito nell’altro la sua vera natura, non lasciandosi ingannare dall’abilità dell’intelletto.

Per l’intuizione gli errori sono assolutamente esclusi.

Qualora succeda che gli uomini vengano sviati, ci sono due cause che provocano gli equivoci: l’intelletto o il sentimento!

Quante volte si sente anche dire: «In questo o quell’affare mi sono lasciato guidare una buona volta dal mio sentimento e ci sono cascato. Bisognerebbe basarsi soltanto sull’intelletto!»

Essi hanno commesso l’errore di confondere il sentimento con la voce interiore. Tessono le lodi dell’intelletto e non sospettano che proprio esso conta molto nel sentimento.

State dunque in guardia! Sentimento non é intuizione! Il sentimento proviene dal corpo materiale fisico. Esso genera stimoli che, guidati dall’intelletto, fanno nascere il sentimento. È tutt’altra cosa che l’intuizione. Invece é la collaborazione di sentimento e intelletto che fa nascere la fantasia.

Abbiamo dunque, dal lato spirituale, solo l’intuizione,* superiore al tempo e allo spazio. Dal lato terreno é in primo piano il corpo fisico materiale, legato al tempo e allo spazio. Da questo corpo provengono stimoli che nella collaborazione con l’intelletto si risolvono nel sentimento.

L’intelletto poi, prodotto del cervello legato al tempo e allo spazio, può, essendo ciò che di più sottile, e più elevato é nella materia, generare a sua volta in collaborazione con il sentimento la fantasia.

La fantasia é dunque il risultato della collaborazione fra sentimento e intelletto. Essa é di materialità eterea ma senza energia spirituale. Perciò la fantasia sa essere solo riflessiva. Può influenzare solo il sentimento di chi la genera, ma non mai gettare su altri un’ondata di energia.

Agisce dunque di riflesso sul sentimento di colui di cui é una fantasticheria; può solo accendere ilproprio entusiasmo e mai influenzarne l’ambiente. Ciò fa chiaramente riconoscere l’impronta del suo basso livello. Diverso é il caso dell’intuizione. Essa contiene energia spirituale, creatrice e vivificante, e per mezzo del suo flusso agisce sugli altri, trascinandoli e convincendoli.

Abbiamo dunque da un lato l’intuizione, dall’altro corpo-stimoli-intelletto-sentimento-fantasia.

L’intuizione é spirituale, al di sopra dei concetti di tempo e di spazio. Il sentimento é materialità fisica sottile, dipendente dagli istinti e dall’intelletto, é dunque su un piano inferiore.

Nonostante la materialità fisica sottile del sentimento, non può mai avverarsi una confusione con l’intuito spirituale, e perciò neppure offuscamento alcuno dell’intuizione. L’intuizione rimarrà sempre pura e chiara perché é spirituale. Sarà anche sempre intuita o «sentita» chiaramente dagli uomini se … sarà veramente l’intuizione a parlare!

Ma la maggioranza degli uomini si é preclusa a questa intuizione, avendole anteposto il sentimento come un fitto involucro, una parete, e scambiando erroneamente il sentimento per la loro voce interiore, subivano molte delusioni, per poi affidarsi sempre più all’intelletto, senza sospettare che fu proprio per la collaborazione dell’intelletto
che fu possibile essere ingannati.

Per questo equivoco essi scartano avventatamente tutto ciò che é spirituale, con cui le loro esperienze non avevano nulla a che vedere, e si accompagnano sempre più a ciò che é inferiore.

Qui come in molti altri casi il male fondamentale é sempre e ancora la spontanea sottomissione di questi uomini all’intelletto, legato al tempo e allo spazio!

L’uomo che si sottomette del tutto al suo intelletto, si sottomette così anche completamente alle limitazioni dell’intelletto che, quale prodotto del cervello materiale fisico, é strettamente legato allo spazio e al tempo. Così l’uomo s’incatena esclusivamente alla materialità fisica.

Tutta l’azione dell’uomo appartiene alla sua iniziativa e alla sua volontà. Così non viene incatenato, ma s’incatena da sé! Si lascia dominare dall’intelletto (poiché se lui non lo volesse, non potrebbe mai succedere) il quale, per la sua peculiarità, lo lega con sé anche al tempo e allo spazio, né gli permette più di riconoscere né di intendere ciò che é fuori del tempo e dello spazio.

E perciò, a causa d’una più limitata capacità di intendere, sulla intuizione libera dal tempo e dallo spazio si posa come una copertura, strettamente connessa con lo spazio e il tempo, un limite; e l’uomo non é più in grado di udire nulla, la sua «voce pura, intima» é estinta; o non é capace che di «udire», in luogo dell’intuizione spirituale, il suo sentimento complice dell’intelletto.

Dire che il sentimento soffoca la pura intuizione significa generare un concetto errato; nulla é più forte dell’intuizione, essa é la forza suprema dell’uomo e non può mai essere soppressa e neppure compromessa da altra cosa. Sarebbe più giusto dire: L’uomo si rende incapace di riconoscere l’intuizione.

Il venir meno dipende sempre dall’uomo stesso, mai da forza o debolezza delle doti particolari; poiché proprio il dono fondamentale, la forza essenziale, ciò che nell’uomo é più forte di tutto, che porta in sé tutto ciò che é vita, e che é eterno, é stato dato a ognuno in uguale misura! Nessuno ha qui un vantaggio su altri. Ogni differenza consiste unicamente nell’uso!

Questo dono fondamentale, la scintilla immortale non può mai essere offuscata né infangata! Rimane pura anche sprofondata nel fango. Bisogna solo che rompiate l’involucro che voi stessi vi eravate imposto con la spontanea limitazione della capacità d’intendimento. Allora divamperà improvvisamente, pura e chiara come era all’inizio, si svilupperà fresca e vigorosa e si unirà con la Spiritualità!

Rallegratevi di questo tesoro inviolabile che riposa in voi, siate o no considerati dal prossimo uomini di valore! Qualsiasi lordura che si era formata come uno sbarramento a questa scintilla dello spirito può essere scrollata via da una sincera buona volontà. E quando avete compiuto il lavoro e liberato il tesoro, avete lo stesso valore di tutti coloro che non l’hanno mai sotterrato!

Ma guai a chi per comodità sua persiste a precludersi rigidamente alla volontà del bene! Nell’ora del Giudizio gli verrà tolto questo tesoro e sarà la fine della sua esistenza.

Svegliatevi dunque, voi che vi tenete isolati, che sulla vostra intuizione avete posto la copertura dell’intelletto per la limitazione della capacità d’intendimento! Guardatevi e ascoltate i richiami che giungono a voi! Sia un immenso dolore, sia una forte commozione dell’anima, una profonda pena o una gioia pura e sublime, che riesca a spezzare l’offuscante coltre di basso sentimento, non lasciate passare nulla di ciò invano. Sono aiuti che vi indicano la via!

Sarebbe meglio neppure aspettarli, ma avviarsi con seria volontà a tutto il bene e all’ascesa spirituale. Così lo strato divisorio ridiventerà presto più sottile e leggero per disperdersi in fine – e la scintilla ancora pura e immacolata eromperà in una fiamma ardente.

Ma questo primo passo può e deve provenire solo dall’uomo stesso, altrimenti per lui non c’è aiuto.

Dovete qui fare una severa distinzione fra desiderio e volontà. Col desiderio non é ancora raggiunto nulla, esso non basta per nessun progresso. La volontà occorre, quella che già implica l’azione e la contiene. Nella volontà profonda ha già inizio l’azione.

Anche se non pochi dovranno passare per molte vie oziose perché finora si sono legati soltanto all’intelletto, non devono aver timore. Vinceranno anche loro! Ciò che per loro conta é illimpidire l’intelletto, vivendo pienamente e singolarmente le loro vie traverse, liberandosi lentamente dall’involucro che li impedisce.

Avanzare dunque senza timore. Con una seria volontà ogni via conduce in fine alla meta!

* Conferenza: «Intuizione.»